dimensioni monitor da scrivania

Monitor da scrivania: qual è la dimensione giusta per lavorare?

Acquistare un monitor desktop (per l’ufficio o per chi è a casa in smart working) è una scelta che merita un’analisi approfondita. Soprattutto per chi ha vincoli dovuti all’utilizzo, alle dimensioni della scrivania o all’altezza della sedia (per mantenere una postura corretta). Ecco, dunque, che la tecnologia del display non è l’unico fattore discriminante. Per trovare il monitor ideale, occorre perciò considerare molti aspetti: scopriamo insieme quali sono.

 

Scegliere un monitor da scrivania è complicato: bisogna considerare connessioni, misure e distanze. Come capire qual è il più adatto alle nostre esigenze di lavoro?

 

Scegliere un nuovo monitor da collegare al PC, nell’era dell’e-commerce, risulta essere sempre più un “mestiere per intenditori”. Data la moltitudine di modelli reperibili sul mercato e soprattutto online, infatti, si può rimanere disorientati dalle diverse tecnologie del pannello messe a confronto. In più, possono nascere dubbi per il tipo di ingressi a disposizione, oppure in merito alla possibilità di rotazione e/o inclinazione dello schermo. Non è da meno la questione delle dimensioni del monitor, che in materia di produttività è in realtà il primo degli aspetti di cui si dovrebbe tenere conto.

 

Monitor per smart working

 

Innanzitutto, quindi, prima di gettarsi a capofitto nella ricerca del modello giusto – da trovare nei negozi fisici o sul web – è necessario tenere conto del luogo in cui il monitor desktop sarà posizionato e dell’utilizzo che ne sarà fatto. Non fa differenza se viene acquistato da o per l’azienda o dal professionista che lavora ormai in smart working. Solo quando avremo calcolato le distanze specifiche, saremo in grado di stringere il cerchio e orientarci su un display che avrà le caratteristiche indispensabili per il nostro lavoro/attività.


 

 

notebook per smart working


Dimensioni monitor da scrivania: quanto grande?

Partiamo con una buona notizia: non serve spendere molto per un buon monitor da scrivania, perché a patto di non essere impegnati in settori di produzione ben specifici (grafica o videoediting, per esempio), il mercato propone di tutto e di più, con cifre che partono anche da meno di 100 Euro. Ma come capire quale dimensione deve avere il monitor da scrivania e come scegliere quello più adatto alle nostre esigenze?

Passati gli anni degli schermi da 17 pollici nel formato 4:3 (quelli piccoli e più squadrati), oggi la dimensione considerabile standard è quella di 23”, con una risoluzione almeno Full HD e con rapporto d’aspetto (aspect ratio) 16:9, cioè widescreen.

Le ultime tendenze che arrivano dai costruttori vedono il diffondersi di monitor da 32”, 38” o addirittura 40” e più, nei formati ultrawide e magari con schermo curvo. Ma consigliamo di orientarsi su queste dimensioni solamente se si opera nei settori del trading finanziario o delle analisi di mercato, quando grafici, fogli di calcolo e dati statistici devono essere visualizzati in simultanea. Per chi ha scrivanie larghe 1,80 mt o più (e profonde almeno 60 cm), invece, è lecito pensare anche a monitor da 27”-28” (nella foto sopra, un modello HP da 27″ con pannello IPS).

 

color gamut (spettro colore dei desktop monitor)

I differenti “spazi colore” visualizzabili da un monitor. Maggiore è l’area del triangolo, più saranno le sfumature cromatiche che il display sarà in grado di esporre.

 

Tecnologie dei monitor desktop: le cose da sapere

Partendo dal presupposto che i monitor di cui parliamo oggi sono a LED, sappiamo che le tecnologie di visualizzazione sono essenzialmente tre: TN, VA e IPS.

La prima è quella che consente un refresh-rate (frequenza di scansione) più elevato e tempo di risposta inferiore. Consigliamo i monitor con tecnologia TN solamente ai gamer. I display con tecnologia VA, invece, hanno un contrasto migliore e un angolo di visione maggiorato rispetto ai TN. Infine, ci sono i pannelli IPS, che sono da preferire in ambito office. Gli schermi IPS, infatti, hanno un angolo di visione quasi piatto (178°) e una gamma cromatica visualizzabile più ampia.

 

connessioni di un monitor da scrivania

 

Connessioni e ingressi nei monitor desktop: i più utili

Anche in questo caso le sigle abbondano e non tutti riescono a percepirne le differenze. La più datata e a rischio di obsolescenza rimane la VGA, anche se si fa riferimento ad essa erroneamente: infatti, quando nelle specifiche di un monitor compare questa sigla, in realtà ci si riferisce all’ingresso D-sub a 15 pin. Altre connessioni video digitali che vanno per la maggiore sono la HDMI (che ha preso il sopravvento grazie agli standard nel mercato TV e che trasporta anche segnali audio) e la DVI (solo segnali video). Più recente, infine, è la DisplayPort (chiamata a sostituire VGA e DVI e da preferire in ambito informatico).

 

connettori monitor: i più diffusi

Da sinistra: un cavo “VGA”, un ingresso DVI-D, un connettore HDMI e un cavo DisplayPort.

 

La risoluzione di un monitor è sempre importante

Oltre alla dimensione fisica, poi, un display da scrivania si giudica per la risoluzione del pannello. Fino a pochi anni fa c’era molta confusione a riguardo. Sigle come VGA, UXGA, QXGA, Full HD hanno spesso generato dubbi presso l’utente sulla convenienza di uno o dell’altro formato. Oggi, per di più, la presenza di modelli datati accanto a quelli più recenti ha peggiorato le cose. Ecco, dunque, nella tabella in basso un elenco delle risoluzioni degli schermi per monitor più diffuse. Va da sé che a maggiore risoluzione corrisponde migliore visualizzazione dei dettagli.

 

TIPO pixel Aspect Ratio
XGA 1024×768 4:3
SXGA 1280×1024 4:3
UXGA 1600×1200 4:3
WXGA 1280×800 16:10
WUXGA 1920×1200 16:10
FHD 1920×1080 16:9
QHD 2560×1440 16:9
UHD 3840×2160 16:9
WFHD 2560×1080 21:9
WQHD 3440×1440 21:9

 

Scelta delle dimensioni di un monitor ideale, 3 i parametri da considerare

  1. SPAZIO: Se si dispone di un ampio spazio sulla scrivania, optare per un modello da almeno 23” è la scelta migliore. I monitor di queste dimensioni, infatti, godono di un elevato rapporto qualità/prezzo. Inoltre, con uno schermo più grande anche le immagini saranno di dimensioni maggiori. Utilizzando un file Excel, e mantenendo uno zoom minore, di contro, sarà possibile avere un’immagine completa della propria tabella di lavoro.
  2. UTILIZZO: escludendo quello videoludico (nel cui caso bisognerebbe fare attenzione essenzialmente al tempo di risposta, espresso in ms) vediamo le altre opzioni. Se la vostra attività si abbina ai programmi grafici, di editing o di progettazione, avere uno schermo più grande e con uno spettro colori ampliato permetterà di lavorare meglio. In questo caso, gli aspetti che devono essere tenuti in considerazione sono la luminosità, la risoluzione e il cosiddetto “spazio colore” (o Color Gamut, vedi foto in alto). Invece, se l’intenzione è utilizzarlo come classico schermo in ambiente office, sarà bene orientarsi su modelli tra 22” e 27” di diagonale e con risoluzione almeno Full HD. Per entrambi i casi, poi, conviene orientarsi su pannelli IPS.
  3. BUDGET: Sul mercato sono presenti monitor a partire da 70 € fino ai 1000 €. Con 200 € si può acquistare uno schermo di alta qualità adatto a diversi scopi. Se, invece, si fa grafica o editing, un buon prodotto si può aggirare sui 400€.

 

In ultimo ricordiamo che, per lavorare in tutta sicurezza, da un punto di vista ergonomico il posizionamento del monitor deve prevedere una distanza dagli occhi dell’utente compresa tra i 50 e i 70 cm. Maggiore sarà la grandezza dello schermo, maggiore dovrà essere la distanza da calcolare.

 

monitor curvo ultrawide 21:9

Uno degli ultimi modelli ultrawide (21:9) di LG, con schermo curvo e dimensioni superiori ai 30 pollici di diagonale.

 

Un monitor curvo per lavorare sì o no?

Diciamolo chiaramente: un monitor curvo per lavoro non è indispensabile ma può essere molto comodo in alcuni casi. Quali? Quando ad esempio la distanza dallo schermo non è eccessiva (ma è meglio non tenere il display a meno di 50 cm per salvaguardare gli occhi); oppure quando ci si vuole totalmente “immergere” nelle informazioni visualizzate. La produzione di schermi curvi, infatti, discende dall’idea “cinematografica” di fruizione delle immagini, che aveva preso piede anche nei televisori qualche anno fa. La curvatura del monitor consente di avere la stessa distanza tra schermo e occhi, riducendo così il problema delle distorsioni ottiche, presenti soprattutto in modelli molto grandi.

 

Monitor desktop da comprare? Per le aziende è meglio il noleggio operativo

Trovare un monitor delle giuste dimensioni consente, alla fine dei conti, di migliorare l’efficienza operativa di chi vi opera, nonché di preservarne la salute e la vista. E quando a dover decidere di prendere modelli nuovi in sostituzione di quelli vecchi è un’azienda (o il suo responsabile acquisti), ecco che si può iniziare a parlare di noleggio operativo e non più di acquisto, sempre troppo oneroso per le società.

Le comodità del noleggio operativo le puoi vedere qui, mentre, se vuoi avere un’idea di quali monitor è preferibile adottare in azienda, contattaci e invieremo un nostro consulente per aiutarti nella scelta.